a cura di Zeno Bisoffi

La filariasi

Che cos'è

Una parassitosi, ovvero una malattia infettiva dovuta a vermi, chiamati filarie, che da adulti vivono nei vasi del sistema linfatico o nel tessuto sottocutaneo o nello strato più profondo della pelle, il derma.
Le principali specie di filarie in grado di causare la malattia sono Wuchereria bancrofti, Brugia malayi, Brugia timori che provocano la filariasi linfatica, Loa loa responsabile della loiasi, Onchocerca volvulus della oncocercosi, grave causa di cecità particolarmente in Africa.
La oncocercosi colpisce oltre 25 milioni di persone nel mondo. Attualmente sono affette da filariasi linfatica circa 120 milioni di persone, di cui un terzo in Africa, un terzo in India, il resto nel Sudest asiatico e in America Latina. La filariasi linfatica rappresenta uno dei più seri problemi di sanità pubblica in 80 Paesi nel mondo.

Come si trasmette

Le larve di filaria penetrano nei tessuti attraverso la puntura di insetti, zanzare, mosche e tafani, maturano e diventano vermi adulti, femmine e maschi.
A questo punto si accoppiano e rilasciano nel circolo sanguigno numerose microfilarie che circolano nel sangue e migrano verso la pelle in attesa di essere ingerite da altri insetti. in cui si sviluppano nell'arco di 1-2 settimane in forme infettanti.
I vermi adulti lunghi dai 3 ai 10 cm vivono a lungo (anche decenni) nelle ghiandole del sistema linfatico, le microfilarie vivono da 6 a 15 mesi.

Che sintomi provoca

I sintomi sono diversi per gravità e localizzazione a seconda della specie di filaria.
La gravità e il decorso della malattia dipendono dall'intensità dell'infezione e quindi dal numero di vermi adulti.
Non si manifestano sintomi evidenti se non c'è stata un'intensa e prolungata esposizione a larve infettanti e solo in questo caso la malattia assume un decorso cronico e invalidante.
La filariasi linfatica ha un periodo di incubazione di 3-15 mesi, compreso tra la penetrazione delle larve nella pelle e il loro sviluppo a vermi adulti.
In questo periodo non compaiono segni di malattia che si manifestano successivamente quando si sviluppano allergie con infiammazione dei vasi linfatici, soprattutto degli arti inferiori e dei genitali, attacchi febbrili, rigonfiamenti temporanei, arrossamento e prurito. In seguito al blocco della circolazione linfatica dopo 15-20 anni dall'infezione si sviluppa l'edema linfatico con rigonfiamento cronico degli arti, scroto o mammelle, che possono raggiungere dimensioni mostruose, fino a 50 e più chili.
Questo quadro è conosciuto come "elefantiasi" per l'aspetto della pelle che ricorda quella dell'elefante.
La filariasi linfatica causa anche gravi danni a carico dei reni.
La loiasi è indotta da un verme detto Loa loa che migra sotto la pelle. l vermi adulti si spostano alla velocità di circa un centimetro al minuto determinando la comparsa di edemi, rigonfiamenti fugaci e pruriginosi (edemi di Calabar), la cui localizzazione più frequente è al dorso delle mani, al viso o agli arti.
Durante gli spostamenti la filaria assume l'aspetto di un cordoncino palpabile mobile visibile quando passa sotto le palpebre o la congiuntiva dove provoca gonfiore e arrossamento.

L'oncocercosi è una filariasi caratterizzata dalla comparsa di noduli sotto la pelle, oncocercomi, delle dimensioni massime di un uovo di piccione che non provocano sintomi particolari.
Altra manifestazione cutanea tipica è I'oncodermatite, arrossamento della pelle di cui si rendono responsabili le microfilarie che migrano nel derma fuoriuscendo dai noduli.
I segni sono prurito e poi presenza di macchie più chiare sulla pelle, che si presenta rugosa. Le manifestazioni più importanti si hanno nella zona degli occhi con conseguenze gravi che possono arrivare alla cecità.
La malattia si chiama anche "cecità dei fiumi" perché è trasmessa da mosche che vivono e si moltiplicano vicino ai corsi d'acqua.

Come si diagnostica

La diagnosi si basa oltre che sui sintomi clinici su dati di laboratorio: ricerca delle microfilarie utilizzando campioni di sangue colorati o filtrati. Nell'elefantiasi cronica si ricorre a metodi immunologici. Nell'oncocercosi le microfilarie si evidenziano con biopsie in prossimità degli oncocercomi.
Nella loiasi si evidenziano le microfilarie nel sangue o i vermi adulti quando migrano nei tessuti superficiali. I test immunologici che dimostrano antigeni circolanti della filaria, anche in assenza di microfilarie nel sangue, sono più sensibili e specifici della diagnosi microscopica ma comportano costi più elevati.
Come si cura
Esistono farmaci, ben tollerati, che consentono l'eliminazione dei parassiti dal corpo umano, il più efficace dei quali è la dietilcarbamazina (DEC). Va ricordato che nelle zone endemiche spesso non vi è disponibilità di farmaci e i malati arrivano al medico quando i danni sono irreversibili.
L'ivermectina è un altro farmaco efficace e utilizzato per I'era-dicazione dell'oncocercosi.
Recentemente I'ivermectina in associazione con DEC o albendazolo, con somministrazione una volta all'anno, si è dimostrata efficace nella microfilaremia da filariasi linfatica ed è utilizzata in campagne di massa promosse dall'OMS.

Come si previene

Le norme di prevenzione consistono principalmente nella lotta contro gli insetti vettori, zanzare e mosche, nei programmi sanitari che mirano a ridurre il numero di persone infette.
Importante è anche il miglioramento igienico dell'ambiente: eliminazione delle fognature a cielo aperto, risistemazione dei servizi igienici, ecc.
Questa è la cosa più difficile considerate le bassissime possibilità economiche locali.
Chi viaggia o soggiorna in zone endemiche deve seguire le usuali e necessarie precauzioni: proteggersi dalla puntura di insetti con repellenti, abiti protettivi in particolare la sera, usare le zanzariere.

Per gentile concessione del foglio "Notizie"
della Fondazione Ivo De Carneri