Luglio/Agosto 2003



"Studiare e dialogare"

di Paolo Bagattini



Una gentile signora, desiderosa di impegnarsi nel volontariato, mi ha confessato:
"Dopo l'episodio delle torri gemelle, non sono più serena nel mio rapporto con gli immigrati.
Visto quello di cui sono stati capaci di fare a New York, non accetto più con facilità e benevolenza le persone che incontro per strada e non sono più tanto disposta a riconoscere loro certi diritti nel nostro paese".
Le emozioni non si possono controllare, tanto meno se hanno le caratteristiche della paura.
Tuttavia uno sforzo di razionalità è necessario.
Ci chiediamo: è possibile fare l'equivalenza: Membri di Al Qaida = immigrati? O anche semplicemente: fondamentalisti islamici = marocchini?
Per fare un'equivalenza occorre conoscere i due elementi che si confrontano; Ora, se delle torri gemelle e di Al Qaida sappiamo molto ormai, che cosa conosciamo del marocchino immigrato o extra comunitario in genere che circola per le nostre strade? Quante volte ci siamo fermati a parlare con qualcuno di loro per farci raccontare la sua storia e parlare del suo paese? Quanti libri abbiamo letto di letteratura araba o dei popoli subsahariani e quanto abbiamo studiato la storia di questa gente? Che cosa sappiamo in realtà dell'islam? Quante volte abbiamo parlato con l'Imam dei musulmani della nostra città?
La paura può essere sconfitta solo dalla conoscenza e dalla vicinanza. Basta talvolta accendere una luce in casa perché i fantasmi della notte spariscano.
Penso sia oggi un impegno inderogabile per ogni cristiano tanto più se impegnato nel volontariato, conoscere la gente che frequenta o che semplicemente abita nelle nostre contrade. Ancora più urgente se vogliamo impegnarci nel servizio del terzo mondo. Che senso ha servire con amore (ma allora sarà veramente amore?) la gente in Africa o Sud America, se non ne avviciniamo con amore i figli di questi continenti che vivono a casa nostra? Come eserciteremo un servizio corretto e non offriremo solo un'elemosina se non siamo addestrati a capire e a dialogare a casa nostra per condividere?
Leggiamo, dunque, studiamo, incontriamo e dialoghiamo.
E' oggi una necessità urgente.