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di Paolo Bagattini
Una gentile signora, desiderosa di impegnarsi nel volontariato, mi ha
confessato:
"Dopo l'episodio delle torri gemelle, non sono più serena
nel mio rapporto con gli immigrati.
Visto quello di cui sono stati capaci di fare a New York, non accetto
più con facilità e benevolenza le persone che incontro per
strada e non sono più tanto disposta a riconoscere loro certi diritti
nel nostro paese".
Le emozioni non si possono controllare, tanto meno se hanno le caratteristiche
della paura.
Tuttavia uno sforzo di razionalità è necessario.
Ci chiediamo: è possibile fare l'equivalenza: Membri di Al Qaida
= immigrati? O anche semplicemente: fondamentalisti islamici = marocchini?
Per fare un'equivalenza occorre conoscere i due elementi che si confrontano;
Ora, se delle torri gemelle e di Al Qaida sappiamo molto ormai, che cosa
conosciamo del marocchino immigrato o extra comunitario in genere che
circola per le nostre strade? Quante volte ci siamo fermati a parlare
con qualcuno di loro per farci raccontare la sua storia e parlare del
suo paese? Quanti libri abbiamo letto di letteratura araba o dei popoli
subsahariani e quanto abbiamo studiato la storia di questa gente? Che
cosa sappiamo in realtà dell'islam? Quante volte abbiamo parlato
con l'Imam dei musulmani della nostra città?
La paura può essere sconfitta solo dalla conoscenza e dalla vicinanza.
Basta talvolta accendere una luce in casa perché i fantasmi della
notte spariscano.
Penso sia oggi un impegno inderogabile per ogni cristiano tanto più
se impegnato nel volontariato, conoscere la gente che frequenta o che
semplicemente abita nelle nostre contrade. Ancora più urgente se
vogliamo impegnarci nel servizio del terzo mondo. Che senso ha servire
con amore (ma allora sarà veramente amore?) la gente in Africa
o Sud America, se non ne avviciniamo con amore i figli di questi continenti
che vivono a casa nostra? Come eserciteremo un servizio corretto e non
offriremo solo un'elemosina se non siamo addestrati a capire e a dialogare
a casa nostra per condividere?
Leggiamo, dunque, studiamo, incontriamo e dialoghiamo.
E' oggi una necessità urgente.