In Vacanza. Vacanze "in"?

Sono arrivate: L'estate e le vacanze. Ed è subito frenesia. Tra programmi e indecisioni, è fanatico e ridicolo il modo con cui ci si prepara a questo
"evento". A gennaio in tutte le edicole si trovavano periodici con i consigli per perdere peso dopo le abbuffate natalizie.
Ad aprile guide di ogni tipo suggerivano come smaltire le colombe pasquali e comunque c'è sempre a portata di mano l'innovativa dieta dell'ultimo giorno. Per chi?
Per chi non vuole sfigurare con qualche chilo di troppo sulle spiagge modaiole e per chi mette al primo posto il divertimento precotto. La pubblicità (palese o travestita) ci vuole belli e giovani: siate simili a questa o a quell'altro, con il colorito bronzeo, siate magri ma anche tondi, andate al mare qui, andate al mare là, brache lunghe o "pinocchietti", sandalo ecologicamente sostenibile o simil-francescano, e poi ci vogliono le creme, gli occhiali, i costumi dell'ultima collezione, il telefonino da spiaggia e con la sequela dei bla bla bla e dei qua qua qua. Tutto per confermate la regola di ogni estate: esibirsi, costruendo un'immagine di sé conforme a regole standard e soprattutto fare spese superflue di ogni tipo. Ma è possibile resistere al "vacanzificio" e passare un'estate felice? "Le vacanze, questo genere di vacanze trendy, mi fanno schifo - scrive convinta Elisa, una sedicenne che sa guardarsi attorno con occhi critici - ma noi resisteremo. Noi, giovani squattrinati, ma con tante idee e fantasia. Cara mamma, quest'anno si cambia. Non verrò in vacanza con te. Sai che noia. Ogni giorno le stesse cose.
Spiaggia, ombrellone. Questo tempo estivo è mio, mi appartiene. Non lo posso sprecare. Vorrei andare dove mi pare, con chi mi pare. Con le stesse braghette dell'anno scorso (basta che siano decenti). On the beach, on the mountain, al camposcuola, nel profondo Nord, nel profondo Sud. Con il pensiero rivolto a chi in vacanza non ci andrà.
Non ho bisogno di spiagge bianche e mari tropicali, non mi interessa l'albergo quattro stelle servita e riverita. Viaggiare per vedere quello che un'agenzia turistica ha scelto al posto mio? No, grazie. Un tuffo con i miei amici nella piscina comunale o nella "pozzanghera" del torrente vicino a casa, mi darà sicuro molte più emozioni. Durante tutto l'anno ho accettato quello che mi hai proposto e imposto, con relative motivazioni: atletica ( l'attività fisica è necessaria, dicevi); il pianoforte (la musica è importante); il catechismo ( non puoi trascurare la tua formazione religiosa!). Naturalmente ho accettato anche il lavoro scolastico con i suoi ritmi, i compiti e le scadenze, i corsi di recupero (li chiamano così, ma sono solo ore di lavoro in più.
Stressanti e non recuperi niente).
Adesso basta.
Non farò niente di tutto questo, in vacanza.
Finalmente in pace!
Voglio assaporare la vita con calma, istante per istante: i suoni, i colori.
Poter leggere, quello che voglio io. Non i libri consigliati dalla prof di italiano, ma quelli che ho scelto io, entrando in libreria.
Poter scrivere. Non per un compito in classe, ma per raccontare i miei sogni e le mie emozioni agli amici. E poi riallacciare i rapporti con le persone che mi stanno accanto: incontrarle e ascoltarle. Terrò il cancello di casa sempre aperto. Mi abbandonerò a queste follie estive (molti le considerano così). Al "Gruppo Special" hanno bisogno di nuove forze: i ragazzi con handicap aspettano anche me. Entrerò a far parte degli animatori. E sai anche che "il don" ha organizzato una settimana a Taizé.
Non voglio mancare. Come vedi non ho tempo da perdere per scegliere creme abbronzanti. So a cosa stai pensando: che sono una ribelle. Che voglio fare l'eccentrica. Non proprio.
Sono solo desiderosa di prenderle sul serio, queste mie vacanze.
Il rischio è che passino senza lasciare traccia. Invisibili, incolori: non deve accadere. Il primo sguardo dell'Autunno dovrà trovare una Elisa cambiata, più ricca interiormente e ancora più attaccata alla bellezza della vita. Buone vacanze mamma.