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Un
piccolo paese di poche casette di mattoni sulle dolci colline della Borgogna,
ma anche una distesa erbosa ricoperta di tende variopinte e frotte di ragazzi
con i loro zaini. E' una località che difficilmente si individua su una
carta geografica: non ha niente di turistico.
Il paese è rimasto quel che era: semplice ed essenziale.
Eppure cos'è che spinge migliaia e migliaia di ragazzi, di giovani e
adulti, provenienti dai quattro angoli della terra, ad incontrarsi proprio qui
durante tutto il periodo dell'anno?
La semplicità, la comunione, la possibilità di scambiare idee
ed esperienze senza barriere sono i pilastri su cui si fonda la comunità
di Frère Roger. A Taizé persone di confessioni diverse (protestanti,
cattolici, ortodossi), di nazionalità diverse (dall'Africa ai paesi dell'Est,
dalla Spagna alla Svezia) si incontrano avviando un'amicizia disinteressata
attorno ad uno stile di vita e a un'idea: essere un segno che la pace è
possibile.
Taizé è un luogo in cui si diventa "qualcos'altro".
Non c'è nessuna volontà di catturare i giovani perché entrino
nella comunità dei frères, non si organizzano i giovani in un
movimento, ma li si invita ad essere costruttori di pace, di riconciliazione
e di apertura al diverso, nei piccoli o grandi centri in cui vivono.
Taizé vuol essere un'occasione in cui un giovane risveglia dentro di
sé il desiderio di un rapporto sincero con Dio, attraverso la preghiera.
Vuol essere una tappa per fermarsi e scoprire il senso della propria vita. Una
pausa per guardarsi dentro e conoscere sé stessi attraverso un continuo
confronto con esperienze e volti diversi. Raggiungendo la serenità nei
rapporti con gli altri, dimenticando la vita frenetica, si avverte una forza
nuova.
Il cuore di Taizé è la sua chiesa e la preghiera che vi si tiene
tre volte al giorno, ritmata dai canti e dal silenzio. Ma nell'arco della giornata
si alternano gruppi biblici, momenti di riflessione personale (all'ombra di
un bell'albero accanto ad una sorgente) o in gruppo, discussioni guidate, sempre
stimolanti. I frères sono impegnati, ma non affannati: l'ondata dei giovani
ha un ritmo di 5-6000 alla settimana, d'estate.
Giovani da conoscere, da accogliere, da ascoltare e
da mettere al lavoro.
Non si può rimanere indifferenti a Taizé.
C'è quel "qualcosa" che accende una piccola fiammella. Il compito
di ciascuno di quelle migliaia di giovani è riuscire a calare e trasmettere
nel proprio ambiente, nel proprio paese la luce che ha trovato, il suo calore
e la sua forza.
"Quando la disillusione prevale ed i nostri passi diventano pesanti e
stanchi, quando la bella speranza e, ancor più, l'attesa di Dio si allontanano
dalla nostra vita, è l'intimo del nostro cuore che è colpito.
La pace del cuore può essere accolta o respinta. Essa è più
indispensabile che mai, quando certi avvenimenti vengono ad oscurare il cammino."
(Meditazione di frère Roger)
Elena Iacuzzi