Dialogando sulla pace

I giovani riflettono

Dall’Italia - un gruppo di studenti di Gemona -

“Si vis pacem, para bellum”, “Se vuoi la pace, prepara la guerra”.
Vista la situazione planetaria, in molte aree della terra pare necessario un intervento di “soldati di pace”. Può la pace essere raggiunta attraverso l’uso delle armi?
La guerra che si sovrappone ad un’altra non sarà mai una premessa favorevole alla pace. La situazione che ne nascerà sarà semplicemente dettata dalla vittoria del più forte sul più debole. Ma la vera pace non ammette l’esistenza di oppressi e di oppressori, di deboli e di forti.”



“A piccoli passi, con azioni non violente, sperimentando un metodo che fa bene a chi lo pratica e a chi lo riceve: solo così si è pacificatori. Questo è un lavoro enorme e chiede tempo e fatica.”

La pace è un compito che la ragione assegna all’uomo.
E. Kant.
In questa affermazione la pace è concepita come massima espressione della razionalità.
Essendo definita “compito”, è chiaro che è vista anche come un impegno e perciò comporta una serie di attività da progettare, da sperimentare, da ripetere anche infinite volte senza cedimenti.
Il risultato non è scontato: ogni attività umana è soggetta al rischio dell’insuccesso, se non del fallimento totale. Importante è far prevalere sempre e comunque la ragione.
Tutti sono chiamati in causa: rifiutarsi di lavorare per la pace significa sottrarsi a un preciso incarico della ragione e, al contrario, contribuire a costruire l’infelicità propria ed altrui.”

 


“L’impegno a custodire la pace e a costruirla, nasce dall’avere una grande sensibilità. La commozione, nel senso vero della parola, i moti dell’animo di fronte alla sofferenza altrui generano il desiderio di tessere trame positive, rapporti armoniosi tra le persone, in una vera sete di equilibrio e serenità.”


 

“Ci sono morti che pesano di più e morti che pesano di meno. I morti dei paesi del benessere valgono molto, i morti dei paesi poveri valgono poco o nulla.” M. Rigoni Stern.
Finché accadrà questo, finché ci sarà questa ingiustizia nata da tante altre, ogni discorso sulla pace è vuota retorica.”


“Spesso il nostro concetto di pace coincide con le parole tranquillità, immobilità, assenza di guerra, libertà da ogni lotta con se stessi o con gli altri…
Si tratta di “conservare l’esistente” o di “accettare la realtà così com’è”.
Ma è questa la pace necessaria a ciascuno, al mondo ? In questa visione c’ è un sapore di morte.
Richiama alla mente l’espressione “riposare in pace”, la pace del cimitero.
In realtà la pace è pienezza di vita, non la pura sopravvivenza del “quieto vivere” in cui non si vedono i problemi o si assume un atteggiamento rinunciatario.”

 

 

Dal Sud Africa - Maggie Thathane di Mothutlung -

Peace is the time when there is no war, violence or disorder but only quietness, calmness and tranquillity. If all people, all races; no matter what colour one is, loved each other like Christ loves us with unconditional love, this world would be a peaceful place. It’s a fact that where there is love there is unity and no fights, the only fights would be fights against bad deeds. People of this world would need to have big hearts, patience but importantly forgiveness. We people are not perfect, we sometimes make mistakes: forgiveness is necessary. If “super-powers” learn to restrain from a show of power and learn to safe-guard every human live, many lives of innocent people would have been saved or spared. Yes, in the happenings of the September 11, America lost innocent lives, but two wrongs would not make it right.

Churches are very important in our lives because they teach people to love, to forgive and to have peace. So our Churches are the roots of peace. Many people are not satisfied with what they have and keep on wanting more and more, especially money. Economically is good to want more money to improve on what one have for a better living but this big ambition for money is destroying peace. People need to accept who they are, be thankful for the little they have and celebrate each day as it comes and be at peace with themselves so that they can bring peace to others.

La pace è il momento in cui non c’è guerra, violenza o tumulto ma solo calma e tranquillità. Se tutta la gente di tutte le razze si amasse come Gesù ama noi di amore incondizionato, questo mondo sarebbe un luogo di pace. E’ un fatto che dove c’è amore c’è unità e non ci sono lotte. Tutti dovremmo avere più cuore e più pazienza ma soprattutto capacità di perdono. Non siamo perfetti, qualche volta commettiamo errori: ce li dobbiamo perdonare l’un l’altro. Se i potenti evitassero di mostrare i muscoli e s’impegnassero a salvare la vita umana, molte persone innocenti non sarebbero state sacrificate. Dopo i fatti dell’11 Settembre l’America ha distrutto molte vite innocenti. Rispondere ad un errore con un altro errore non rimette le cose a posto.

Le chiese sono molto importanti nelle nostre vite, perché insegnano alle persone ad amare, perdonare e ad avere pace. Così le nostre chiese sono le radici della pace. Molta gente non è soddisfatta di ciò che ha e continua a volere di più e di più, specialmente denaro. E’ bene cercare di accrescere la propria situazione economica al fine di avere ciò che si desidera per un vivere migliore, ma questa grande fame di denaro sta distruggendo la pace.Dovremmo tutti accettare ciò che abbiamo e rallegrarci della vita di ogni giorno così come viene. Se siamo in pace con noi stessi così possiamo portare pace al prossimo.



Dalla Georgia - Kety Epstain e il suo gruppo -

Bisogna costruire la pace innanzitutto dentro di sé, nella propria famiglia e cercare “l’eroe di pace” nella nostra persona. Allora si può diventare protagonisti nella solidarietà e nel dialogo che conducono alla pace e all’unità. I giovani georgiani hanno bisogno di crescere nella coscienza della giustizia perciò sarebbe opportuno che nelle scuole fosse dato più spazio all’approfondimento dei diritti e doveri dei cittadini. Crescerebbe così tra i giovani la responsabilità sociale e morale. Come cristiani noi dobbiamo avere un buon rapporto con il nostro Salvatore, diffondere la sua pace partecipando alla vita della chiesa e al servizio caritativo e una fervente preghiera. Possiamo seminare dei buoni semi che faranno fiorire la pace.
Nell’ultimo periodo la Georgia ha subito tanti cambiamenti politici e ha capito quanto preziosa e quanto desiderata sia la pace. Proprio in questi ultimi giorni abbiamo assistito alla “Rivoluzione delle rose”, la protesta pacifica contro il sistema corrotto di governo che ha portato alle dimissioni del capo dello stato. I giovani georgiani sono stati tra i protagonisti dell’evento. Attraverso le finestre delle nostre case e da ogni angolo del nostro paese ci affacciamo su tutto il mondo e a tutti mandiamo le rose della pace e dell’unità.