Vivere intensamente

Dice un proverbio inglese che il tempo è denaro. Dunque bisogna spenderlo bene e trarne profitto. Un anno si è appena concluso e alla televisione e sui giornali ci hanno riproposto le immagini degli avvenimenti più significativi del 2003. Ora si fanno le previsioni per l’anno nuovo. Ne azzardo una anch’io: sarà, in buona parte, come lo vorremo noi, tutti insieme! S. Gaspare diceva: “Il tempo non torna più. Bisogna dunque impiegarlo con grande diligenza. Il passato non c’è più, il futuro non c’è ancora. Esiste solo il presente, ed è in mio potere. Bisogna vivere di giorno in giorno, anzi, dalla mattina al mezzodì, e dal mezzodì alla sera, e compiere tutto con la perfezione possibile. Forse non ci sarà più tempo di glorificare Dio”.
Non si tratta di fare tante cose: siamo anche troppo intasati di impegni, e a volte ci sentiamo stressati, ci manca il respiro. Vivere intensamente, ci ricorda San Gaspare, significa compiere “con grande diligenza” i nostri impegni e tenere sempre presente come scopo di fondo delle nostre attività “la gloria di Dio”.

La massima diligenza

Ci stanno dicendo che bisogna correre continuamente, arrivare prima degli altri, produrre sempre più, e così non si ha più la possibilità di gustare la vita. Si mangia in piedi, fast food, si dorme poco, si consumano oggetti usa e getta… Siamo così impegnati a progettare e a realizzare tante cose che trascorriamo l’esistenza senza accorgercene. E con la fretta le cose si realizzano pressappoco o male. Anche nei rapporti con le persone, gli incontri sono spesso frettolosi e senza profondità.
“Fai bene quello che stai facendo” recitava un antico detto. San Gaspare annota nel suo diario spirituale che è necessario non appesantirsi di eccessive occupazioni. Insomma, meglio fare meno cose, ma “con la perfezione possibile”. Ci vuole amore, passione, interesse, concentrazione per fare di ogni piccola azione un capolavoro umano. Allora la bellezza dà sapore e colore alla nostra storia.

Glorificare Dio

Diciamocelo con sincerità: normalmente consideriamo il tempo come un contenitore, lo riempiamo di televisione, di musica, di palestra e di quattro amici al bar, di lavoro, di divertimenti… e tutto questo per i nostri interessi. Noi ci sentiamo consumatori del tempo, del nostro tempo. E Dio? Che centra Dio, la gloria di Dio? San Gaspare ci insegna che il tempo è dono di Dio e che dobbiamo impiegarlo per mettere a frutto i talenti che ci ha dato e per crescere e maturare nella capacità di amare Dio e le persone: “Il tempo in cui posso servire Dio, e promuovere la sua gloria, e santificare me stesso, sempre più si accorcia”. Per vivere intensamente S. Gaspare riempiva il tempo della presenza di Dio e pregava la Vergine Maria, la Madre, di concedergli una grazia particolare: “Degnati di offrire a Dio quanto oggi ho da fare e patire… e fa’ che in questo giorno non faccia cosa che dispiaccia a Dio”. Il tempo vola e non se ne deve perdere neanche un briciolo: “Finisce tutto, – scrive al suo carissimo Don Luigi Bragato – finisce presto. L’eternità non finisce mai; e ciò che non è eterno, è nulla, secondo la massima di santa Teresa”.