Ci vorrebbe qualcosa di nuovo, qualcosa di mai visto prima. Qualcosa
che non sia ancora mai stato fatto. Ma chi oserebbe dire, mio Dio, che ci possa
essere ancora del nuovo dopo venti secoli di cristianità?. Era
il lamento di un grande scrittore francese, Charles Peguy, un lamento che tanti
di noi possono condividere. Ma se si ha la fortuna di accostare realtà
diverse dalle nostre, il lamento si può trasformare in sorpresa, stupore,
perché il nuovo esiste.
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Davanti all'asilo di Temeke
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Loccasione del viaggio in Tanzania mi è stata offerta dallinaugurazione
di un asilo a Temeke nella missione stimmatina di Msolwa in Tanzania, asilo
costruito anche con il contributo di mia sorella Gabriella, in ricordo del figlio
Federico, morto tragicamente. Alla fine della festa ha commentato, non senza
qualche lacrima: Federico non è più sepolto a Quinto di
Verona, ma è vivo nei volti di questi bambini. Volti che non suscitano
compassione, ma danno carica e gioia perché esprimono umanità,
accoglienza, sorriso, cose mai viste prima.
Il capo del villaggio ha ringraziato dicendo: Noi non possiamo che accontentarci
di quello che siamo e abbiamo, ma la formazione che avranno i nostri figli ci
dà speranza, perché dalla scuola parte il nostro futuro.
Sentite in quel contesto anche quelle parole sono cose mai viste prima.
La domenica sono stati celebrati i battesimi di diciotto bambini e la prima
comunione nel villaggio di Madisini. Sommando tutti i battesimi che ho celebrato
finora non arrivo certamente a diciotto.
Quello che mi ha impressionato è stata la celebrazione della condivisione:
alloffertorio della messa tutti, ma proprio tutti, grandi e piccini, si
sono messi in fila e cantando e danzando si sono recati verso laltare
per deporre nel cestino una piccola offerta.
Mi veniva in mente il gesto della vedova del Vangelo.
Con
gli occhi pieni e il cuore gonfio di sensazioni inesprimibili, sono poi sceso
in Sud Africa: un impatto forte. Dalle strade polverose della valle dello Iovi
alle autostrade di Johannesburg e Pretoria, dalle capanne di fango agli avveniristici
grattacieli.
LAfrica dei grandi contrasti!
Ma le cose veramente nuove si trovano nelle periferie della storia,
delle città. Man mano che mi inoltravo nella vera realtà della
nostra missione sudafricana mi veniva in mente un racconto ebraico che dice:
Fu posta al profeta Elia questa domanda: Dove troverò il
Messia?. Alle porte della città, rispose Elia. Come
lo riconoscerò?. Siede tra i lebbrosi.
Tra i lebbrosi?. E che ci fa tra i lebbrosi?. Cambia loro
le bende. Le cambia una ad una.
Ten Morgen, Madidi, Klipgat, Bethesda... sono luoghi posti alle porte delle
città dove si vedono tanti piccoli messia che si piegano sui dolori dellumanità
per guarire, confortare, educare.
Fra i tanti bambini raccolti dalle suore di Madre Teresa, in uno stanzone lindo
e ordinato, mi ha colpito uno, di due anni, malato di Aids. Aveva la gambe grosse
come un dito della mia mano, gli occhi sbarrati, la pelle sbiadita.
Accortosi di una presenza estranea ha accennato un pianto. Subito una suora
lo ha preso in braccio e ha detto: Questo bambino umanamente ha poco tempo
da vivere, ma anche lui ha diritto allamore di Dio. Sulla tomba
di Gandhi sono incisi i sette peccati sociali descritti dal Mahatma:
Politica senza principi, ricchezza senza lavoro, piacere senza coscienza,
sapienza senza carattere, commercio senza moralità, scienza senza umanità,
culto senza sacrificio. Anche in Africa si possono osservare tali peccati,
ma una foresta di alternative sta crescendo, anche per merito degli Stimmatini.
E proprio vero quanto afferma un antico proverbio cinese: Meglio
vedere una volta che sentire e leggere cento volte. Opinione condivisa
anche dai miei compagni di viaggio, Cecilia e Valeria, anche loro colpite dalle
vere novità della storia. Cera anche don Gino. Non
era certamente la prima volta per lui, perché è il corriere della
carità. E il corriere, si sa, passa spesso.
Novello Signorini