Tanzania

A dieci anni dalla fondazione…

La Scuola Superiore
“San Gaspare Bertoni” a Msolwa

Premessa

Nell’ ottobre scorso sono stato con la squadra dei Volontari di Caorle in Tanzania a visitare la Missione degli Stimmatini.
I bravi volontari di Caorle, guidati dal loro esperto ingegnere Giovanni Padovese con il coraggioso impresario Paolo Catto, ci andavano per fare il tetto a sette capriate in legno e lamiere della nuova e grande chiesa di Kisanga, il centro principale della Missione.
Io ci sono andato per uno scrupolo di coscienza, per una promessa fatta al mio carissimo compagno di classe Padre Cesare Orler.
Più di dieci anni fa padre Cesare era in Italia per partecipare al Capitolo ordinario degli Stimmatini della provincia italiana del Sacro Cuore. In quell’ occasione egli era tutto preso dall’idea di fondare una scuola in terra di Missione, in Tanzania. Una scuola superiore ad indirizzo agrario.
Da come ne parlava, c’era bisogno di tutto: macchine operative per tracciare strade e spianare colline, tecnici laici per la costruzione dell’edificio, attrezzature per aule e laboratori, ma soprattutto c’era bisogno di esperti operatori nel campo scolastico.
“Tu, Piero, che sai di “greco e di latin”, vieni a dare una dritta un po’ seria ad una scuola agraria in questo stato africano appena nato!”
Allora ero impegnato specialmente con mio fratello Gianni, malato di distrofia muscolare all’ultimo stadio. Però promisi :”Appena sarò libero, verrò in Africa da te”.
Ed ora eccomi qua per questa visita fugace. Ancor prima di mio fratello Gianni era morto anche Padre Cesare. Così sono venuto non solo per curiosità, ma specialmente per ammirare la genialità di questo carissimo compagno.

Il complesso scolastico

Ora l’opera dei missionari Stimmatini è veramente un grande complesso scolastico, degno di essere messo vicino, per quanto conosco, a quelli delle Stimate a Verona e del Bertoni a Udine.
Il centro scolastico San Gaspare Bertoni si stende sul fianco a mattina del colle del sottostante paese di Msolwa (alt. m 800).
Ai piedi di questa collina, chiamata ora collina di Padre Cesare, transita la strada principale della valle del fiume Jovi. La valle è orientata Nord-Sud. Msolwa è a sei chilometri a Nord di Kisanga, sede originaria della Missione degli Stimmatini, e a Km 40 da Mikumi (alt. m 400), sbocco a Sud sulla strada asfaltata. La strada che giunge fin qui è ancora in terra battuta ed è l’unica che percorre l’intera valle dello Jovi e che, quando sarà finita, dovrà congiungerne Mikumi a Sud con Kilosa a Nord.
Il complesso scolastico è distribuito su un’area recintata di oltre cinque ettari di terreno. I vari edifici a due piani, ben distinti, sono stati razionalmente disposti su tre ampi terrazzamenti della collina. A progettare ed in parte ad eseguire quest’ opera ci ha pensato Cesare con la potente Caterpillar cingolata Gimac, regalatagli da Tovazzi di Volano (TN).
Sul primo terrazzo in alto sono disposte, con ampie vedute sulla valle, la casa della comunità stimmatina, la casa delle suore terziarie cappuccine, il collegio femminile e, dalla parte opposta, la casa che ospita i vari gruppi di Volontari. Sul secondo terrazzamento si trovano: la falegnameria e l’ officina meccanica, regno del tuttofare Elio Pozza; la grandiosa mensa comune per tutti i collegiali (più di quattrocento posti) con cucina e forno per fare il pane; poi il primo edificio della scuola con sei aule scolastiche e annesse aule speciali per il primo e secondo anno.
Nel terzo terrazzamento, il più basso, si trova il secondo edificio scolastico con altre sei aule normali per gli studenti del terzo e del quarto anno con la biblioteca comune e la sala di consultazione; i laboratori di fisica e di chimica; ed ancora Direzione, Presidenza e Segreteria. Al centro c’è un edificio costituito da un solo vasto salone che può fungere da aula magna, teatro e cappella per i collegiali. Accanto ad esso i due edifici del collegio maschile. Al di fuori dei terrazzamenti, specialmente sul lato occidentale della collina e sopra il villaggio di capanne, si trovano le case in muratura degli insegnanti della scuola. Tra gli edifici si trovano campi sportivi, giardini, orti, strade e scalette a gradini che mettono in comunicazione i vari ambienti. Questo complesso di edifici accoglie ora ben 382 collegiali (244 maschi e 138 femmine) che frequentano tutti la nostra scuola, 23 insegnanti, la comunità di cinque suore cappuccine, la comunità stimmatina di tre componenti con il gruppo dei Postulanti (sei).

Ordinamento scolastico tanzaniano

1) La scuola elementare di sette anni.
E’ scuola dell’obbligo per legge di stato. Perciò lo stato si premura in tutti i modi per far costruire edifici scolastici in tutti i villaggi e di prepararne i maestri idonei. Le classi possono raggiungere ciascuna i cinquanta alunni. Le scuole elementari portano gli alunni a saper “leggere e scrivere e a far di conto”.
Le scuole elementari sono obbligatorie per i maschi e per le femmine, principio fondamentale di uguaglianza dei due sessi per oltre le duecento tribù dello stato della Tanzania.
Prima delle elementari non ci sono scuole, ma padre Giuliano Melotto si è preoccupato di costruire nei villaggi, dispersi lungo la valle, gli asili infantili. Queste modestissime costruzioni in muratura (mattoni e cemento con copertura in lamiera) servono anche, se ancora non c’è, da chiesa per la messa domenicale.
Al presente gli asili sono sedici, dislocati nella parte media della valle. Sono la gioia e il cruccio di fratel Lino Bokaba.
Gli asili sono assistiti da una maestra di asilo locale e da una aiutante per preparare la povera mensa del pranzo. Dopo pranzo i bambini vanno a casa.
Gli asili costituiscono i centri di base per la prima aggregazione umana e sociale dei bambini. Quanto cantano e danzano!

2) Scuola di mestieri.
I ragazzi che, finite positivamente le elementari, non intendono proseguire gli studi, frequentano talvolta qualche anno dei corsi di formazione per imparare in fretta un mestiere: muratore, meccanico, autista, calzolaio, sarto, elettricista…
In tutta la valle dello Jovi non c’è un centro di formazione professionale di questo tipo. I nostri giovani muratori dipendenti dal capomastro Filo frequentano questa scuola a Kilosa, sede di provincia nella regione di Morogoro, ad oltre cento Km di distanza.

3) La scuola secondaria di sei anni.
Dopo i sette anni di scuola elementare obbligatoria, chi lo desidera e può permetterselo prosegue gli studi per sei anni nella scuola secondaria o superiore.
Gli indirizzi di scuola superiore sono diversi, ma non raggiungono la decina: commerciale, industriale, agrario, matematico, culturale, tecnico, linguistico…

La nostra scuola superiore san Gaspare Bertoni di Msolwa è ad indirizzo agrario. A questa scelta ha concorso forse una richiesta per l’approvazione da parte dello stato di una scuola di tal tipo in una zona ad economia eminentemente agricola. Anticamente la regione di Morogoro era considerata terra fertilissima.
Tutte le scuole superiori di ogni indirizzo sono suddivise in due cicli ben distinti: il primo ciclo di quattro anni ed un secondo di due. Tra i due cicli c’è in mezzo un esame di stato, fatto unicamente da commissari statali. Le materie d’insegnamento del primo ciclo quadriennale dei singoli indirizzi non variano di molto e solo per la diversa impostazione data a ciascuna nel loro insieme.
Nella nostra scuola agraria le materie sono queste: lingua inglese, lingua swahili, storia civile, geografia, matematica, fisica, chimica, biologia e agraria.
I nostri studenti, essendo tutti collegiali perché provenienti da molto lontano, possono essere ben assistiti e stimolati nel loro profitto: la sala di consultazione della biblioteca l’ho vista molto frequentata. Ogni mese è riservata una settimana per interrogazioni generali orali e scritte. Per questo la scuola san Gaspare Bertoni è risultata come una delle prime di tutto lo stato per la quotazione di merito degli alunni.
Il primo ciclo quadriennale, come si è detto, termina con l’esame statale: agli studenti viene rilasciato un “certificato di frequenza” con il giudizio sulle singole materie esaminate.
Al presente la nostra scuola superiore chiude con questo esame statale la sua attività didattica, perché da qualche anno s’è ritenuto problematico organizzare il secondo ciclo biennale d’insegnamento agrario. Dopo il quarto anno i nostri migliori studenti vanno alle scuole statali, che sono pressoché gratuite. Molti invece chiudono così la loro formazione scolastica.
Il secondo ciclo della scuola superiore di qualsiasi indirizzo è molto diverso dal primo, tanto che il ciclo quadriennale corrisponde ad una generica “scuola media” all’italiana.
E solo il biennio si presenta con una evidente diversificazione a carattere specifico per ciascun indirizzo con i pochi insegnamenti propri dell’ indirizzo stesso.
Dunque lo studente che ha superato positivamente l’esame di stato di quarta superiore (il nostro esame di terza media), tra le materie da lui preferite e maggiormente qualificate ne sceglie tre – è la cosiddetta combinazione – alle quali dovrà aggiungerne d’obbligo altre due e cioè Matematica e Cultura generale.
Fatta questa sua combinazione personalizzata in libero accordo con la scuola, lo studente dovrà scegliere quella scuola che gli offre tale combinazione. Questo comporta quasi sempre la necessità di abbandonare la scuola frequentata nel quadriennio superiore ed inserirsi in altra scuola, che generalmente è quella di stato perché è quasi gratuita.
Fino a qualche anno fa anche la nostra scuola san Gaspare Bertoni offriva le sue combinazioni.
L’indirizzo agrario ne consentiva solo tre che erano queste: fisica, chimica, biologia; inglese, storia civile, geografia; chimica, biologia, geografia.
Ad esse si dovevano aggiungere le altre due materie d’obbligo, Matematica e Cultura generale.
Ciò comportava anche una maggior qualificazione degli insegnanti e laboratori più attrezzati e specializzati. Purtroppo queste tre combinazioni risultarono poco appetibili per gli studenti che avevano frequentato il quadriennio nella nostra scuola.
Ultimamente, di due sezioni di una trentina di alunni ciascuna, ne rimasero meno di una decina: preferivano liberamente altre scuole specialmente statali.
Per formare almeno una sezione per il biennio si dovevano accogliere studenti di altre scuole che lasciavano molto a desiderare. E perciò si ritenne più serio e conveniente, anche economicamente, non offrire più il servizio scolastico del secondo ciclo di scuola superiore ad indirizzo agrario.
E così le due sezioni programmate per l’intero indirizzo agrario, che occupavano le dodici aule scolastiche, ora stanno trasformandosi in tre sezioni del primo ciclo generico, occupando così le dodici aule della scuola: questo secondo il programma di padre Daniele Giacomelli, il direttore della scuola superiore san Gaspare Bertoni a Msolwa. Per adesso le classi, composte di maschi e femmine, di trentacinque alunni ciascuna sono undici: quattro sezioni di Prima, tre sezioni di Seconda, due sezioni di Terza e due sezioni di Quarta.

Così ridimensionata la scuola superiore San Gaspare Bertoni con il Collegio annesso fa pensare alla Scuola-convitto di Gemona del Friuli dei tempi migliori.
Fortemente selettiva in partenza è capace di portare alunni ad una scelta equilibrata del successivo ciclo biennale di specializzazione professionale e a sua volta ad entrare nelle università. Una facoltà di agraria si trova a Morogoro, sede regionale, nell’ università di Sokoine.
La gestione didattico-disciplinare della nostra scuola è affidata alle suore Terziarie Cappuccine della Sacra Famiglia, fondate in Spagna nel 1885 da padre Luigi Amigo Ferrer, cappuccino.
L’Istituto ora conta circa 1400 suore con case dislocate in tutto il mondo. Le nostre cinque provengono dalla Colombia e sono state trovate a suo tempo da padre Cesare.
Tengono la presidenza, la segreteria e la disciplina nei collegi. Sono aiutate per la cucina da laiche indigene. E per la disciplina nei tre collegi e fuori dalla scuola da quattro sorveglianti per i maschi e da due sorveglianti per le femmine. Direttore generale ed amministratore è lo stimmatino padre Daniele Giacomelli.
Dopo solo dieci anni dalla sua fondazione questa opera è veramente grandiosa, da ammirare.

Conclusione

Se in questo luogo non appare inopportuno, si potrebbe dare a conclusione solo un suggerimento: forse quello che manca alla struttura scolastica di Msolwa sono le scuole strettamente professionali, di mestiere. Ci sono in diverse città della Tanzania: sono frequentate dopo i sette anni della scuola elementare e sono dei corsi prolungati che possono protrarsi per qualche anno.
Se qui ci fosse padre Pietro Marchesini, non ci penserebbe due volte per avviare dei laboratori (meccanica e falegnameria) e un Centro di addestramento professionale per meccanici, falegnami, capimastri e, sentendo Cesare, anche agricoltori.
Così si raggiungerebbe in un certo qual modo, anche lo scopo strettamente professionale della scuola san Gaspare Bertoni di Msolwa.
Il problema resta solo quello di reperire i tecnici capaci di insegnare queste professioni.

Pietro Mantovani