Santuario Nostra Signora di Lourdes


Intensa Spiritualità Mariana nel "Percorso del Rosario"

(Articolo apparso su L'Osservatore Romano il 22 maggio 2003)


All'uomo d'oggi il Papa offre il Rosario per soddisfare una sentita esigenza di interiorità. Il nuovo 'Percorso del Rosario', al Santuario di Nostra Signora di Lourdes, sul colle di San Leonardo in Verona, vuole offrire un aiuto, anche visivo, a chi cerca motivo di preghiera e di riflessione. Quest'opera giunge a compimento proprio nell'Anno del Rosario ed è stata inaugurata dal Vescovo di Verona, p. Flavio R. Carraro, il 1° maggio.

Si tratta di un tragitto, parte a scalinata e parte a sentiero, che dal viale dei Colli porta al santuario, lungo il quale sono posti i bassorilievi policromi raffiguranti i venti 'misteri' del Rosario, opera pregevole curata dal prof. I. Legnaghi all'Accademia di Brera.

I Padri Stimmatini pensando a quest'opera hanno inteso offrire una ulteriore apertura alla spiritualità mariana legata al Santuario di Lourdes. Ma anche vogliono continuare nella tradizione che parte dal loro santo Fondatore, Gaspare Bertoni (del quale quest'anno ricorre il 150° anniversario della morte), che fu un prete eminentemente mariano, congregato mariano in gioventù, fondatore degli oratori mariani, promotore della preghiera del rosario tra i giovani.

L'Anno del Rosario, indetto da Giovanni Paolo II il 16 ottobre scorso, se da un lato ha suscitato stupore e gioia, passato il primo momento di meraviglia ha anche messo in movimento una serie di riflessioni e iniziative volte ad attuare la "riforma" del Rosario, come il Papa si esprime.
Il Rosario non deve essere una preghiera "parolaia" (espressione cara di p. Gasparino) cioè solo orale, quasi meccanica: è preghiera che aiuta a comprendere e penetrare nel mistero di Cristo. Si basa infatti sulla Parola di Dio, non solo nel Padre Nostro e nell'Ave Maria, ma ancor più nell'enunciato dei cosiddetti 'misteri' che comprendono tutto l'arco della vita di Gesù e di sua Madre, Maria Santissima. "Il popolo cristiano si mette alla scuola di Maria, per lasciarsi introdurre alla contemplazione della bellezza del volto di Cristo e all'esperienza della profondità del suo amore" (RVM, 1).
È preghiera a Maria ma orientata al Cristo: da conoscere e contemplare con gli occhi e con il cuore di Maria. "Recitare il Rosario non è altro che contemplare con Maria il volto di Cristo".

Addirittura il Papa dice che contemplando nel Rosario il mistero di Cristo si giunge a celebrarlo con maggior partecipazione nell'Eucaristia (cf.n.4). Il Rosario dunque prepara alla Messa, conduce alla Messa.

Ci vorrà del tempo, credo, prima che la ricchezza di queste indicazioni e di questi suggerimenti passino nel vissuto del popolo di Dio, come ci vorrà del tempo prima che la prassi pastorale, invocata dal Papa, cominci a usufruire della profonda ricchezza del Rosario così inteso.
Quest'anno è finalizzato alla pace e alla famiglia, ricordando che al Rosario la Chiesa ha sempre affidato le "cause più difficili".

L'Anno del Rosario dovrebbe anzitutto rispondere all'"urgenza di invocare da Dio il dono della pace, all'inizio di un millennio cominciato con le raccapriccianti scene dell'attentato dell'11 settembre 2001". E poi la famiglia, "un altro versante critico" del nostro tempo. "insidiata da forze disgregatrici a livello ideologico e pratico". Nelle famiglie "diventa sempre più difficile comunicare" e i "rari momenti dello stare insieme sono assorbiti dalle immagini di un televisore". Se si riesce a spegnerlo per "riprendere a recitare il Rosario" si "immette nella vita quotidiana ben altre immagini: quelle del mistero che salva". In altre parole, è l'invito a recitare il Rosario rinunciando a guardare i programmi televisivi.

A conclusione di queste brevi note, riportiamo un brano di una indimenticata predica del Bertoni sulla devozione a Maria. "Il Rosario: corona di rose spirituali intrecciate in onore della Vergine Maria. Maria stessa è chiamata "Rosa mistica". Lei è quella rosa che rallegra i giusti, risana i peccatori, attrae con il suo profumo chi incomincia il cammino della fede, adorna chi già è avanti nel cammino e incorona chi ha raggiunto la santità. Spande la sua dolce ombra sulle sofferenze della vita, è come una siepe contro le tentazioni.

È utile a tutti. Facciamo conoscere la bellezza del Rosario. I giovani e le ragazze lo preghino per la difesa della fede e per irrobustirsi nelle virtù. Si preghi nelle famiglie, nelle chiese. Con questi fiori intrecciamo una ghirlanda attorno al trono della nostra Madre e Regina".

Carcereri p. Renato